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Arte in Campania, ricognizione '68, Capua, 1968 - Pagina 5
 
 Giovedì 06 Maggio 2010 – Scritto da Edoardo Ciancio/Eciancia   

La contestazione dell'artista alla realtà fino ad alcuni anni fa consisteva nella formulazione di un'opera, che rispettava la bidimensione illusionistica della pittura tradizionale. Il quadro restava uno spacco che affacciava sul mondo individuale e mentale dell'artista. Ora invece questi in maniera più diretta aggredisce lo spazio urbano, invadendolo con la propria opera e sottraendo ad esso una zona materiale su cui va ad accampare la propria forma. Una forma che tende a coinvolgere dentro di sè lo spazio quotidiano ed esistenziale, cercando di produrre una modificazione del comportamento di colui che vive in questo nuovo spazio. Il Gruppo Studio di Portici (Eciancia, Galbiati, MMaione, Zoleo) propone anche egli la possibilità di uno spazio-ambiente, progettato non solo come contenitore di uno spazio precedentemente esistente e diversamente connotato.La contestazione dell'artista alla realtà fino ad alcuni anni fa consisteva nella formulazione di un'opera, che rispettava la bidimensione illusionistica della pittura tradizionale. Il quadro restava uno spacco che affacciava sul mondo individuale e mentale dell'artista. Ora invece questi in maniera più diretta aggredisce lo spazio urbano, invadendolo con la propria opera e sottraendo ad esso una zona materiale su cui va ad accampare la propria forma. Una forma che tende a coinvolgere dentro di sè lo spazio quotidiano ed esistenziale, cercando di produrre una modificazione del comportamento di colui che vive in questo nuovo spazio. Il Gruppo Studio di Portici (Eciancia, Galbiati, Maione, Zoleo) propone anche egli la possibilità di uno spazio-ambiente, progettato non solo come contenitore di uno spazio precedentemente esistente e diversamente connotato. Il gruppo lavora in assoluta integrazione tra i componenti, volendo realizzare il disegno di un ambiente, in cui confluiscono le esperienze di varie discipline. Un disegno che risponde ad una metodologia operativa, tendente a configurare degli elementi strutturali, realizzati con ossature di legno ricoperte di materiali sintetici. Così l'uomo può integrare la propria capacità mobile di muoversi nello spazio con la qualità di questo ambiente, che si presenta come ambiente aperto. Perciò lungo il percorso esistono degli intervalli dove non è situato alcun elemento. E l'elasticità di ciascun elemento si pone anche come qualità virtuale di estendere la propria azione e di connotare anche le zone non occupate. Così l'ambiente non produce resistenze all'integrazione dello spettatore, che si inoltra senza incontrare rigidità di sorta. L'amplificazione spaziale è accentuata, oltre che dalla qualità del materiale adoperato, anche dalla presenza del colore bianco, che permette all'occhio uno sconfinamento maggiore. Alla fine lo spazio-ambiente vuole costituirsi ccome modulo a parti intercambiabili, in cui ogni elemento si pone come misura di sè e come possibile relazione col tutto, progettato per la presenza effettiva dell'uomo in uno spazio che ha subito un aggiustamento estetico.

Achille Bonito Oliva